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IL TAVOLO CHE NON C’È. Per orientare innovazione e investimenti fra aree diverse della medicina - CNR 25 novembre 2013

 

PREMESSE

  • In termini macroeconomici, occorre considerare che, in un paese come l’Italia che è in situazione di stagnazione economica, occorre dare priorità a interventi che promuovano lo sviluppo economico e una ri-allocazione delle risorse nella aree dove maggiore è il contributo al benessere individuale e collettivo. A fronte del progressivo invecchiamento della popolazione e della conseguente crescita dei costi assistenziali, solo una dinamica di sviluppo positivo dell’economia può consentire investimenti adeguati per rispondere ai bisogni sanitari tradizionali (assistenza per acuti) ed emergenti (long-term care).

INFEZIONI RESPIRATORIE E RISCHO DI EVENTI CORONARICI ACUTI: RILEVANZA DELLA PREVENZIONE VACCINALE

 

Le malattie cardiovascolari rappresentano una rilevante causa di morbosità e mortalità nei paesi industrializzati.

I fattori di rischio individuati sono molteplici e tra essi le evidenze scientifiche hanno proposto il ruolo patogenetico delle infezioni respiratorie acute che alimentano i fenomeni infiammatori alla base del processo ateromasico.

La medicina preventiva offre il suo contributo alla riduzione del rischio di malattia e al miglioramento de

Convegno: IL TAVOLO CHE NON C'È: per orientare innovazione e investimenti fra aree diverse della medicina

 

In Italia i tavoli di studio e concertazione abbondano, in particolare in sanità. Si ha spesso l'impressione che quando la politica non sa decidere... crea un tavolo e lì parcheggia idee e proponenti.

Ma, nonostante tutto, vogliamo aggiungerne un altro, piuttosto inedito e... infatti... lo abbiamo chiamato IL TAVOLO CHE NON C'E'': un'occasione di analisi e confronto fra esperti dell'ambito sanitario, che tenti di individuare criteri condivisi per valutare e orientare l'innovazione fra aree diverse della medicina.

L’ADERENZA ALLA TERAPIA: UN PROBLEMA PER LA SANITÀ

AUDIZIONE AL SENATO DELLA REPUBBLICA

Sala Capitolare – 12 novembre 2012
presso il Chiostro del Convento di S. Maria sopra Minerva

Piazza della Minerva 38

A fronte delle dimostrazioni che le terapie mediche dell’ipertensione, dell’iperlipidemia e del diabete proteggono i pazienti affetti da tali condizioni dall’insorgenza di esiti cardiovascolari, l’impatto osservato del trattamento è inferiore rispetto all’atteso. Ciò accade perché, mentre nel “mondo artificiale” dei trial clinici il trattamento è pianificato e controllato, nel “mondo reale” della pratica clinica questo non succede, spesso a causa della ridotta aderenza alla terapia prescritta.

Il successo di una terapia non dipende solo dalla correttezza della diagnosi e della scelta terapeutica da parte del medico. È fondamentale che il paziente ‘aderisca’ alla cura, ovvero segua le indicazioni fornitegli e per il tempo necessario. La mancata aderenza può seriamente compromettere l’efficacia di una terapia e comportare un peggioramento delle condizioni di salute e della qualità della vita del paziente, la necessità di esami o di ulteriori farmaci, l’aumento della morbilità e della mortalità. Ne deriva che gli interventi tesi a migliorare l’aderenza alle terapie mediche agendo sull’atteggiamento dei pazienti, in particolare nel contesto della partecipazione attiva e della responsabilità, in collaborazione con i loro medici, rappresentano valide strategia per ottimizzare i benefici delle terapie farmacologiche di dimostrata efficacia.

L’USO DEGLI ANIMALI PER LA RICERCA - LA POSIZIONE DELLA CONSULTA-SCV

Le vicende di un allevamento di cani beagle destinati alla sperimentazione hanno goduto recentemente di un’ampia copertura mediatica, riportando all’attenzione del pubblico il tema dell’uso degli animali per la ricerca scientifica.

Senza entrare nel caso specifico, ma ricordando che gli animali destinati alla ricerca (come tutti gli animali allevati dall’uomo, per qualunque scopo) devono essere mantenuti nelle migliori condizioni di vita possibili, rispettando scrupolosamente le leggi in materia, la Consulta per la Prevenzione delle Malattie Cardiovascolari (Consulta -SCV) ritiene opportuno intervenire sull'argomento, rivolgendo all’attenzione dei media e del pubblico alcune riflessioni.

POPULATION -LEVEL CHANGES TO PROMOTE CARDIOVASCULAR HEALTH

Torben Jørgensen1,2,3, Simon Capewell4, Eva Prescott5, Steven Allender6, Susana Sans7, Tomasz Zdrojewski8, Dirk De Bacquer9, Johan de Sutter9, Oscar H Franco10,11, Susanne Løgstrup12, Massimo Volpe13,14, Sofie Malyutina15, Pedro Marques-Vidal16, Zˇ eljko Reiner17, Grethe S Tell18, WM Monique Verschuren19 and Diego Vanuzzo20 (on behalf of the PEP section of the EACPR)

Abstract
Background: Cardiovascular diseases (CVD) cause 1.8 million premature (<75 years) death annually in Europe. The majority of these deaths are preventable with the most efficient and cost-effective approach being on the population level. The aim of this position paper is to assist authorities in selecting the most adequate management strategies to prevent CVD.
Design and Methods: Experts reviewed and summarized the published evidence on the major modifiable CVD risk factors: food, physical inactivity, smoking, and alcohol. Population-based preventive strategies focus on fiscal measures (e.g. taxation), national and regional policies (e.g. smoke-free legislation), and environmental changes (e.g. availability of alcohol).
Results: Food is a complex area, but several strategies can be effective in increasing fruit and vegetables and lowering intake of salt, saturated fat, trans-fats, and free sugars. Tobacco and alcohol can be regulated mainly by fiscal measures and national policies, but local availability also plays a role. Changes in national policies and the built environment will integrate physical activity into daily life.
Conclusion: Societal changes and commercial influences have led to the present unhealthy environment, in which default option in life style increases CVD risk. A challenge for both central and local authorities is, therefore, to ensure healthier defaults. This position paper summarizes the evidence and recommends a number of structural strategies at international, national, and regional levels that in combination can substantially reduce CVD.

Standard Italiani per la Cura dell’Obesità

E' con particolare piacere che vi presentiamo gli Standard Italiani per la Cura dell’Obesità - SIO-ADI, essi colmano un vuoto di molti anni rappresentando, di fatto, il secondo documento italiano di linee guida sull’obesità dopo la pubblicazione nel 1999 delle Linee Guida Italiane Obesità (Li-GIO’99).
Il documento è frutto dell’impegno profuso da un gruppo di esperti italiani nella cura dell’obesità elencati nelle pagine precedenti, capeggiati, per le varie sezioni, da: Luca Busetto, Barbara Cresci, Massimo Cuzzolaro, Lorenzo M. Donini, Pierpaolo De Feo, Annunziata Lapolla, Lucio Lucchin, Claudio Maffeis, Enzo Nisoli, Fabrizio Pasanisi, Carlo Rotella e Mauro Zamboni; a tutti, ma a questi ultimi in particolare, va il nostro più sentito ringraziamento.
Il documento affronta il problema obesità dalla gravidanza alla terza età terminando con un algoritmo di cura che auspichiamo possa arricchirsi negli anni di nuovi e più efficaci strumenti terapeutici. Ne avvertiamo tutti il forte bisogno!
Questa vuol essere una guida, basata sulle prove scientifiche, utile non solo a chi nei vari ambiti è impegnato in prima fila nella cura delle persone con obesità, ma anche ad altri specialisti (e sono molti!) per i quali l’incontro con il paziente obeso e le sue problematiche diviene sempre più frequente.

XXII Congresso Nazionale SISET (Società Italiana per lo Studio dell’Emostasi e della Trombosi

 

Cari Colleghi,

si svolgerà a Vicenza dal 4 al 6 ottobre 2012 il XXII Congresso Nazionale SISET (Società Italiana per lo Studio dell’Emostasi e della Trombosi). A nome del Comitato Esecutivo, vi invito a sottomettere i vostri abstract che saranno selezionati per le sessioni orali e poster, che avranno luogo nei giorni 4 e 5 ottobre.

CARDIOVASCULAR RISK ASSESSMENT BEYOND "SCORE": A ROLE ORGAN DAMAGE MARKERS

 

CONDENSED ABSTRACT

Current evidence suggests that the risk assessment derived by available cardiovascular risk charts may benefit from adding the evaluation of target organ damage indexes, such as left ventricular hypertrophy, microalbuminuria and other simple clinical parameters. The inclusion of these elements in the risk assessment may permit to refine better the estimation of individual risk and to improve practical clinical strategies on a large-scale population.

Accedi alle slide del Workshop

 


2ª CONFERENZA NAZIONALE SULLA RICERCA SANITARIA

Cernobbio, 8 novembre 2011


LA CONSULTA-SCV, I SUOI PROGETTI

E LE SUE PROPOSTE PER IL SSN