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Una proposta della CSCV per migliorare l'aderenza e ridurre gli esiti cardiovascolari: lo Studio CEMENT

1. Titolo

Cost & Effectiveness of Multifaceted intervention for ENhancing adherence to chronic Therapies (CEMENT Project)

 

2. Background

L’aderenza alle terapie mediche è un fattore chiave per l’efficace trattamento di molte condizioni croniche. Una bassa aderenza a molte terapie è stata consistentemente osservata nella pratica clinica corrente di molti paesi,1-9 compreso il nostro.10-12 Un recente studio ha mostrato che in Italia la tendenza al precoce abbandono della terapia anti-ipertensiva è drammaticamente più diffusa rispetto a quella di altri paesi europei,13 suggerendo che il problema, già di per sé allarmante, lo è ancora di più nel nostro paese.

Sono ormai disponibili numerose evidenze che suggeriscono una stretta relazione inversa tra aderenza alle terapie nella pratica clinica corrente e insorgenza degli esiti clinici che le terapie stesse dovrebbero prevenire.11,12,14 Tali evidenze suggeriscono quindi che gli interventi tesi a migliorare l’aderenza potrebbero rivelarsi efficaci per il pieno raggiungimento dei benefici legati alle terapie farmacologiche.15 Interventi di questo tipo, tuttavia, necessariamente comportano un aumento dell’uso dei farmaci, e quindi un incremento della spesa farmaceutica sostenuta dal Servizio Sanitario (SSN). In quest’ottica, la valutazione del profilo costi-efficacia degli interventi tesi a migliorare l’aderenza alle terapie farmacologiche al fine di misurare il costo addizionale che il SSN dovrebbe sostenere per il raggiungimento di un’unità di beneficio (ad esempio un decesso o un evento CV evitato o un anno guadagnato libero da malattia) attribuibile all’aumentata aderenza, dovrebbe precedere il processo di implementazione degli interventi.16 A nostra conoscenza, tuttavia, le esperienze di analisi costo-efficacia di interventi di questo tipo, soprattutto se rivolti alla prevenzione primaria degli esiti cardiovascolari, sono scarse e frammentarie.17-19

LA PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE EFFICACE: la distanza fra evidenze scientifiche e realtà clinica. Una proposta per il SSN.

Un gruppo di clinici e ricercatori dell'area cardiovascolare, fra cui alcuni membri della Consulta Cardiovascolare, ha affrontato e discusso nel novembre dello scorso anno – all'Istituto Superiore di Sanità – il problema della "non aderenza alla terapia" e le sue conseguenze per il SSN.

Sulla scorta di quanto emerso allora e in base ai risultati di successive iniziative di studio, è stato organizzato il Convegno

La prevenzione cardiovascolare efficace: la distanza fra evidenze scientifiche e realtà clinica.

Una proposta per il SSN.

Firenze, 12 settembre 2011  --  Aula Magna NIC

RIFLESSIONI SU RICERCA E UNIVERSITA'

Il dibattito aperto fra noi sull'Agenzia per la Ricerca ha innescato varie riflessioni, fra cui quelle del collega Francesco Cosentino pubblicate su European Hearth Journal, che riportiamo qui di seguito.


Climbing the academic ladder in cardiology: Italy


THE ACADEMIC APPOINTMENT SYSTEM IN ITALY IS SET TO BE OVERHAULED TO MAKE IT FAIRER AND MORE TRANSPARENT

Unfortunately, the situation described by Prof. Francesco Cosentino, MD, PhD, FESC, associate professor of cardiology at the 2nd Faculty of Medicine, University ‘Sapienza’ of Rome, Italy, in a Circulation article in 2006 has not changed.1

Improvements towards merit-based selection criteria for academic position appointments are still underway, research is underfunded, and there is a lack of appealing opportunities for young cardiology researchers. The result is thatmany young cardiologists go abroad to other European countries or toCanada and theUSAto pursue a career in academia.

Master in prevenzione cardiovascolare e dislipidemie

MASTER DI II LIVELLO

PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE E DISLIPIDEMIE

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI TORINO

FACOLTA’ DI MEDICINA E CHIRURGIA

I EDIZIONE, ANNO ACCADEMICO 2010-2011

OGGETTO: ISTITUZIONE MASTER DI II LIVELLO

L’aterosclerosi costituisce la prima causa di morte in Italia, come in altri paesi occidentali, e sia la diagnosi precoce sia la prevenzione possono contribuire a migliorare la qualità della vita e la sopravvivenza della popolazione.

I FARMACI NELLA PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE: LE EVIDENZE, LE ESPERIENZE E LE ASPETTATIVE

 

ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA'

Roma, 8 novembre 2010

La prevenzione, di primaria importanza per  la salute pubblica, deve affrontare difficoltà di enorme rilievo, perché a fronte della ripetuta dimostrazione dell’efficacia di interventi sui fattori di rischio e sulle loro conseguenze, la implementazione di una adeguata prevenzione cardiovascolare nella pratica clinica, ed ancor più a livello di popolazione, continua a rimanere estremamente insoddisfacente nel mondo ed anche nel nostro Paese.

Non si può liquidare l’omeopatia solo con la scienza …

Che l’omeopatia non abbia basi scientifiche e quindi sia in definitiva un imbroglio – imbroglio pericoloso, se usata da sola in malattie gravi – credo si debba sempre e comunque ribadire. Ma credo anche non ci si debba limitare a questa posizione: occorre soprattutto capire perché sempre più gente si rivolga ad essa e scoprire cosa ci sia sotto. (... riduttivo pensare solo all’aspetto commerciale ...).

UK: niente soldi pubblici all'omeopatia

Alla conferenza annuale dei giovani medici, gli esponenti della British Medical Association (BMA, http://www.bma.org.uk/) hanno votato con una schiacciante maggioranza contro l'uso dei soldi del servizio sanitario inglese (NHS) a supporto dell'omeopatia, che non ha alcuna base scientifica. Secondo Tom Delphin, vice presidente della BMA, "Homeopathy is witchcraft (L’omeopatia è stregoneria) ed è un’autentica vergogna che a Londra [...] vi sia un National Hospital for Homeopathy, pagato dal servizio sanitario".

Results of a Retrospective Database Analysis of Adherence to Statin Therapy and Risk of Nonfatal Ischemic Heart Disease in Daily Clinical Practice in Italy

Giovanni Corrao, PhD1; Valentino Conti, MSc1,2; Luca Merlino, MD3; Alberico L. Catapano, PhD4; and Giuseppe Mancia, MD, PhD5 1Department of Statistics, Unit of Biostatistics and Epidemiology, University of Milano-Bicocca, Milan, Italy; 2Regional Centre for Pharmacovigilance, Lombardy Region, Milan, Italy; 3Operative Unit of Territorial Health Services, Lombardy Region, Milan, Italy; 4Department of Pharmacological Sciences, and Centre for Pharmacoepidemiology and Pharmacoutilization, University of Milan, Milan, Italy; and 5Department of Clinical and Preventive Medicine, University of Milano-Bicocca, Milan, Italy ABSTRACT Background: Previous studies have reported that statin use was associated with reductions in cardiovascular morbidity and mortality among patients with dyslipidemia, even without established cardiovascular disease. However, inadequate adherence may reduce statins’ protective effects. Objective: The aim of this work was to investigate whether an association exists between statin adherence when used as primary prevention and risk of subsequent ischemic heart disease (IHD).

Pharmaceutical sciences in 2020

Daan Crommelin, Pieter Stolk, Luc Besançon, Vinod Shah, Kamal Midha and Hubert Leufkens

By 2020, current scientific, business and social challenges and developments — such as R&D productivity, increased regulatory stringency and ageing populations — are likely to substantially affect many aspects of the pharmaceutical sciences.